"Dobbiamo partire dai ragazzi, spiegando loro la non convenienza a delinquere". A parlare è il procuratore della Repubblica presso il tribunale di NAPOLI, Nicola Gratteri, che ha partecipato questa mattina alla trasmissione di Raitre, ReStart, condotta da Annalisa Bruchi, ospite in studio anche il giornalista del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo.
Durante il programma è stato mostrato anche il libro scritto da Gratteri con Antonio Nicaso dal titolo "Senza scorciatoie". E al quesito se, per combattere le mafie, occorre ripartire proprio dai giovani, Gratteri ha spiegato che "bisogna usare il loro linguaggio, il linguaggio di Tiktok. Le mafie si spostano dove stanno i ragazzi e ora si sono concentrate su Tiktok.
L'approccio deve essere economico: i ragazzi non hanno soldi ma sono i maggiori consumatori. Le mafie si fanno vedere luccicanti sui social. Quasi a dire: 'Vieni con noi, sarai ricco e potente'. Ma invece saranno carne da macello. Purtroppo, però, prima di educare i giovani, serve chi educhi i genitori.
Persone di 45-50 anni che vogliono fare i 25enni, che sono scostumati, vanno ad aggredire i professori per provare a 'comprare' il rispetto dei figli, quel rispetto che hanno già perso. Non sapendo che così rovinano ulteriormente i loro figli. Abbiamo un vuoto: genitori ignoranti e scostumati, per questo arroganti. Ci vorrebbe più volontariato: andrebbero spesi meno soldi per le sagre e più per assumere educatori, insegnanti e soprattutto sociologi e psicologici"