Roberto Breda respira. “ ‘A nuttata è passata” non senza qualche brivido. L’immediato summit sul futuro della panchina della Salernitana era iniziato nel post-Palermo. Il sentimento comune dopo la sconfitta con l’Arechi in casa granata faceva propendere ad un possibile divorzio da Roberto Breda. Il presidente Busso, l’amministratore delegato Maurizio Milan e il direttore sportivo Marco Valentini avevano iniziato a ragionarci già a gara in corso, quando la Salernitana proprio non riusciva a mettere in difficoltà il Palermo, incapace di uscire fuori dal tunnel in cui è entrata. Riflessioni continuate anche in serata, quando passata la delusione a caldo per il ko, il direttore sportivo e l’amministratore delegato si erano ritrovati in call anche con Danilo Iervolino.
Dal patron il via libera alla decisione ritenuta più congrua per centrare la salvezza. Non ci sarebbe stato nessun paletto anche economico sul nome del successore. Qualche sondaggio esplorativo con allenatori liberi. Facile immaginare le richieste non solo esose ma anche di legarsi a doppio filo anche per la prossima stagione. Le candidature di Giovanni Martusciello, già sotto contratto, e di Luca Fusco, ad un passo dalla salvezza con la Primavera, valutate ma poi congelate. Poi la scelta forte, solo e soltanto sotto il profilo sportivo: ripartiamo da Roberto Breda.
Decisione ferma, quella del direttore sportivo Marco Valentini, che ieri mattina al Centro Sportivo Mary Rosy l’ha condivisa con lo spogliatoio. Un lungo confronto con i calciatori, sottolineando alla squadra la necessità di dare tutti una sterzata decisa ad un rendimento insufficiente ma soprattutto la volontà di sentire dalla voce di ogni singolo elemento la fiducia nel tecnico e la fame giusta per centrare la rincorsa salvezza.