Il non luogo a procedere per sette imputati e per uno di loro, e altri otto, il rinvio a giudizio. Sono le richiesre avanzate dal pm Maria Colucci nell'udienza preliminare a carico delle quindici persone tirate in ballo dall'inchiesta della guardia di finanza sulle procedure di erogazione da parte dell'Asl dei presìdi riabilitativi, e sulle domande di pensione e accompagnamento.
E' per quest'ultimo filone che il Pm ha proposto il non luogo a procedere nei confronti del dottore Nunzio Varricchio (avvocato Umberto Del Basso De Caro), che però risponde anche di altri addebiti, di Gennaro Fragnito (avvocato Vincenzo Sguera), di Benevento, dipendente Asl in forza all'Uoc – ufficio Affari legali, che, secondo gli inquirenti, avrebbero ricevuto, o accettato la promessa di ricevere, per se stessi e per consegnare a terzi i soldi che avrebbero sborsato i cinque figli e nipoti, indagati per concorso in corruzione – risiedono tra di Paduli, Benevento, Campolattaro e San Leucio del Sannio- delle persone che avevano chiesto, appunto, pensioni e accompagnamento.
Si tratta di Francesco Pozella, Giovanna.De.Mita, Paolo Pistacchia, Cristina Esposito. e Anna. Cavagnuolo. difesi dagli avvocati Sguera, Marcello D'Auria, Mario Feo, Paolo De Iorio, Vittorio De Angelis, Giovanni Carpenito.
Pr questo troncone, come si ricorderà, prima il Gip, poi il Riesame avevano detto no alle richieste cautelari del Pm. Il Riesame aveva sottolineato che nel corso delle indagini “non è emerso alcun collegamento o contatto tra gli indagati e i componenti delle commissioni esaminatrici, né che gli stessi abbia potuto realmente e concretamente fare qualcosa per agevolare le pratiche. E' evidente come Fragnito e Varricchio, per i quali non è configurabile l'ipotesi di corruzione per atti contrari al loro ufficio, abbiano solo vantato di poter esercitare un'influenza per garantire il buon esito delle pratiche, e che le loro condotte, che sarebbero rientrate, prima dell'abrogazione, nel milllantato credito corruttivo, devono essere qualificate in termini di truffa”.
Per gli altri impiegati – medici e impiegati Asl, titolari sanitarie e procacciatori- è stato invece chiesto il rinvio a giudizio, sul quale il 29 aprile si pronuncerà il gup Salvatore Perrotta, dopo la conclusione delle arringhe dei difensori.
La lista include Antonio Falato (avvocati Vincenzo Sguera ed Emilio Perugini), di Calvi, impiegato addetto all'Ufficio assistenza riabilitativa, Ennio Nardone (avvocato Antonio Nobile ), di San Giorgio del Sannio, titolare di 'Ortopedia insieme' e dell'omonima ditta individuale, Nadia Nava (avvocati Antonio Leone e Alfonso Nava), di Colle Sannita, socio accomandatario di 'Sannio Ortopedia' , Daniele Colucci (avvocati Leone e Francesco Del Grosso), di Colle Sannita, socio accomandante di 'Sannio Ortopedia', Maurizio Pizzella (avvocati Sergio Rando e Paola Reale), di San Nicola Manfredi, socio di 'Sannio Ortopedia', i dottori Andrea Novelli (avvocati Arturo Spinazzola e Antonio Castiello), di San Nazzaro, Gennaro Lerro (avvocato Rando), di Pietrelcina, e Nunzio Varricchio (avvocati Camillo Cancellario e Umberto Del Basso De Caro), di Benevento, tutti medici prescrittori Asl, Giuseppa Iadanza (avvocati Fabio Russo e Daniele Bonavita), di Benevento. Le accuse vanno, a vario titolo, dalla corruzione alla truffa ed al falso, e riguardano fatti che si sarebbero verificati dal 2019 al 2021.