I medici sanniti rilanciano "fermare la violenza in ambito sanitario"

Celebrata la giornata nazionale sul tema, a Benevento incontro presso l'ordine

i medici sanniti rilanciano fermare la violenza in ambito sanitario
Benevento.  

Una strategia per frenare l’emergenza violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari e mettere in campo azioni congiunte per fronteggiare il fenomeno. L'ordine dei medici di Benevento rilancia l'allarme celebrando la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, intitolata emblematicamente io ti curo.

Un partecipato incontro presso l'Auditorium Giuseppe D'Alessandro con l'obiettivo di consolidare la piena consapevolezza del fenomeno e dei rischi connessi alle aggressioni e alle violenze sugli operatori sociosanitari da parte degli utenti, e, comprenderne la genesi per prevenire e gestire le situazioni di rischio.

Due casi solo negli ultimi giorni all'ospedale San Pio e numerosi episodi che si sono ripetuti nei nosocomi di Benevento. Il triste fenomeno della violenza sugli operatori sanitari preoccupa i medici.

Ad aprire l'appuntamento il messaggio del presidente dei camici bianchi di Benevento Luca Milano “Già il fatto che una legge abbia istituito una giornata su questo tema dà il senso di quanto questo fenomeno sia grave. Una piaga sociale che, come ordine dei medici, vogliamo affrontare attraverso una serie di iniziative. E' necessario – ha aggiunto – partire dal lavoro sugli stessi operatori sanitari, soprattutto sul versante della comunicazione. Essenziale la sensibilizzazione per i cittadini. La violenza non può essere giustificata, soprattutto quella contro gli operatori sanitari perchè se la sicurezza sul lavoro è un diritto di tutti per gli operatori sanitari significa anche sicurezza delle cure”.

Infine la sollecitazione alle istituzioni “Dobbiamo trovare insieme un modo per arginare questo triste fenomeno che, credo, sia nato in conseguenza del definanziamento del servizio sanitario che ha portato alla riduzione dei servizi e dunque a frustrazione e insoddisfazione che troppo spesso e ingiustificatamente sfociano in violenza. L'obiettivo comune – ha concluso – è lanciare una serie di messaggi culturali per raggiungere l'obiettivo comune di tolleranza zero ad ogni forma di violenza”.