Sirignano nuovo presidente Asi. Così De Mita rivuole l'Irpinia

La vittoria dell'ex Sindaco di Mirabella. L'asse D'Amelio-De Mita. Gli scenari per l'Irpinia

La questione degli enti si riconferma questione dei partiti. Con il partito democratico che si è spaccato, il Sindaco di Nusco può ambire ad un nuovo ruolo fondamentale nel futuro della provincia

Avellino.  

Il nuovo presidente Asi è Vincenzo Sirignano che con 24 voti ha battuto l'ex presidente Giulio Belmonte. Una vittoria che apre alcune riflessioni. Prima fra tutte l'efficacia dell'asse di Ciriaco De Mita e Rosetta D'Amelio che grazie al consigliere regionale Maurizio Petracca si è consolidata. Gli altri nomi del consiglio d'amministrazione dell'Asi sono Angelo Lanza, sindaco di Flumeri, Michele Spinazzola, sindaco di Melito e Gerardo Adiglietti.

Un'intesa quella fra De Mita e la D'Amelio che ha avuto la meglio sull'altro gruppo di nomi forti che si era coagulata intorno a Belmonte: l'onorevole Luigi Famiglietti, l'ex senatore Enzo De Luca (ancora una volta screditato dal risultato) e dal sottosegretario Umberto Del Basso de Caro.

In questo scenario emerge nuovamente una frattura all'interno del partito democratico provinciale che vede i suoi riferimenti del direttorio non convergere intorno a decisioni univoche. Anche se vitali per il territorio. Ne avevamo avuto un assaggio nell'elezione dell'altro Presidente, quello dell'Alto Calore. Per non parlare della questione capoluogo dove l'indecisione del partito continua a pesare. E il sindaco aspetta di conoscere il suo destino.

Adesso la storia si ripete.

In un simile scenario lacerato dai personalismi è facile prevedere un'intromissione forte del Sindaco di Nusco. Proprio De Mita, infatti, rafforzato dall'intesa con la D'Amelio, spera di trovare nuovo spazio all'interno delle questioni politiche della provincia. Con tutte le conseguenze che questo nuovo ritorno si porta dietro. Prima fra tutte la questione degli enti pubblici che come in passato si conferma questione dei partiti.

C'è da giurare che anche la gestione delle risorse idriche entrerà, o meglio si confermerà, al centro di questa contesa. Con il primo cittadino di Nusco che non intende darla vinta all'altro nome forte della partita, quell'Umberto Basso De Caro che da tempo spinge per la fusione dell'Alto Calore con Gesesa. Fusione che andrebbe a collocare il Sannio in una posizione di predominanza rispetto all'Irpinia. Aspettiamo di vedere l'evoluzione della partita. Sperando che almeno stavolta la gestione di servizi vitali per la provincia non diventi l'ennesima sfida di bandierine da collocare a favore di questo o l'altro schieramento. Dimenticandosi del territorio e dei suoi cittadini. Come già accaduto troppe volte.

Andrea Fantucchio