di Paola Iandolo
Si attende l'avvio degli accertamenti sui cellulari sequestrati dopo gli agguati avvenuti a Rione Mazzini e ad Atripalda a distanza di 48 ore l'uno dall'altro e nei quali rimasero feriti Luigi Valente e Ezio Peluso. Accertamenti sui cellulari sequestrati a due amici di Luigi Valente, M.G., E.A. e allo stesso Ezio Peluso. Dunque continuano le indagini sul doppio tentato omicidio avvenuto il 19 e il 20 gennaio scorsi. Dai cellulari potrebbero emergere elementi importanti per chiudere il cerchio sulle due sparatorie. Nella prima sparatoria è rimasto coinvolto il 19enne Luigi Valente, figlio del boss di Capo Castello, Carmine Valente, e il quarantenne Ezio Peluso, detto O' Topone, ferito ad Atripalda da colpi di pistola di piccolo calibro.
Le piste
Secondo gli inquirenti si è trattato di un botta e risposta tra due gruppi criminali che si starebbero contendendo il controllo dell'attività illecita sul territorio. ll clima di omertà che ha coperto i due episodi ha reso naturalmente complicate le indagini che vanno avanti da gennaio e che a marzo sono sfociate con decine di perquisizioni effettuate dai carabinieri tra Rione Mazzini, Rione Aversa, Mercogliano e CapoCastello a Mercogliano.
Le perquisizioni
Le prime abitazioni verificate l'11 marzo scorso sono state quelle delle persone ferite, Ezio Peluso e Luigi Valente, passando poi a quelle di familiari, amici e conoscenti dei due, persone ritenute possibili protagoniste degli episodi criminali. Perquisito anche il circoletto gestito da Peluso a Rione Mazzini, dove avvenne la prima sparatoria. Tra le abitazioni visitate dai militari, anche quella di Sabato Ferrante, attualmente domiciliari, per la rapina in due supermercati di Fisciano e Salerno e la finta rapina in un centro scommessi di Atripalda. Uno degli obiettivi dei carabinieri era quello di trovare armi da fuoco, ma sono state rivenute solo pistole giocattolo.