Caposele brinda virtualmente al centenario dell'arrivo dell'acqua a Bari, in Puglia. Una manifestazione virtuale promossa dal comitato unitario in difesa per Saure che nelle scorse settimane ha pubblicato una lettera-manifesto indirizzata a Nichi Vendola, Governatore della Puglia. Mentre Bari festeggia i cento anni dal primo zampillìo della fontana, Caposele resta a bocca asciutta. Per questa ragione, il comitato unitario cittadino ha deciso di far prevalere l'ironia, proclamando la data del 24 aprile, "la giornata del cuore grande dei caposelesi".
"Brindiamo tutti con un bel bicchiere d'acqua e speriamo che nel nostro futuro ci siano più persone di cuore, che possano invitarci a partecipare, presto, ad uno sviluppo delle nostre terre, baciate dalla natura, ma umiliate, purtroppo, dagli uomini" invitano i componenti del comitato.
"Cento anni fa l'acqua delle nostre sorgenti zampillò, attraversando centinaia di chilometri di galleria sotterranea, nella fontana di piazza Umberto I a Bari. E' Storia, l'evento più straordinario di tutti i tempi, che ha sconvolto e fatto progredire un' intera regione: la Puglia".
Dopo l'invito di qualche giorno fa con lettera aperta all'indirizzo del governatore Vendola e dell'Aqp, da parte di comitati, associazioni e alcuni politici sensibili alla questione, nulla è accaduto. E quindi spontaneamente ci si incontra in piazza Sanità all'ingresso delle Sorgenti del Sele a bere un bicchiere d'acqua, che ironicamente viene detto "offerto dalla regione Puglia".
E poi ancora. "Dopo 100 anni di grandi sacrifici di un territorio e dopo aver subito un rinnovo di convenzione per la cessione di 360 litri di acqua alla Puglia, oltre a quella che già scorre nelle viscere della terra a beneficio della ex sitibonda Regione, i Caposelesi subiscono anche l'affronto di non essere invitati alle grandi manifestazioni pubbliche di Bari. Lì, stand, festeggiamenti, grandi politici nazionali a proclamare l'impresa pugliese e l'acqua che 100 anni fa trasformò la Puglia in una regione avanzata e soprattutto dissetata. Il turismo, il progresso, le tecnologie che lì si sono sviluppate, si devono solo grazie all'acqua di Caposele.
Un ringraziamento a loro quindi e al loro sviluppo, con l'auspicio che nel prossimo centenario, qualche uomo di buon cuore, si preoccuperà di invitare il popolo caposelese alla festa anche del progresso delle nostre terre, che oggi sono solo utilizzate per i benefici di altri.
E infine l'affondo. "La politica irpina, e quella campana dovrebbero interrogarsi di quello che succede nella propria terra e trarre le conseguenze per iniziative che possano essere di sviluppo e progresso e non solo di sfruttamento di aree ricche e meravigliose come la nostra".
Eli.Fo.