Lambiase accusa: "Il Puc di Salerno è ambiguo e fuorilegge"

"Negli ultimi dieci anni cementificazione incontrollata della città

Salerno.  

"Più si analizzano gli elaborati del progetto di revisione decennale del Piano Urbanistico Comunale, e più la proposta (approvata dalla giunta il 13 dicembre 2018) appare incoerente, insensata ed in contrasto con la Legge Urbanistica Regionale 16/2004". Così il consigliere comunale di opposizione Gianpaolo Lambiase sullo strumento urbanisitico cittadino, per il quale viene messa in dubbio la legittimità. "Nel nuovo Piano, infatti, si conferma (rispetto al 2007) la costruzione di migliaia di nuovi alloggi , sebbene si registri un forte “invenduto” delle case nuove già realizzate (circa 6mila), sebbene sia noto il notevole decremento della popolazione (in dieci anni 20mila abitanti in meno) - argomenta l'esponente di sinistra - , il dimensionamento dei “nuovi volumi residenziali” da realizzare non considera l’enorme numero di “case vuote” esistenti nel patrimonio antico e storico (oltre 5mila), disponibili per soddisfare il fabbisogno abitativo e si è tralasciata la stima di 500 alloggi realizzati, oltre le previsioni dello stesso Puc,  ai sensi della Legge Regionale 19/2009, il cosiddetto “Piano Casa”.

Non solo. Lambiase ricorda anche che allo stesso tempo "si riduce di 231mila mq  la dotazione di standard (esistenti e di progetto), non si tiene conto dei cambi di destinazione d’uso ed aumento dei volumi (+35%), ai fini residenziali e/o turistico-ricettivi , che diventano possibili con la nuova normativa in ogni quartiere della città “già costruita”. E' assolutamente carente la pianificazione dei nuovi “sistemi di mobilità di beni e persone”, come richiesto dall’art.23 comma2 lettera g, si ignora la “tutela e valorizzazione del paesaggio agrario”, come prescritto dall’art.23 comma2 lettera h, perché viene introdotta una paradossale norma che consentirà a qualsiasi imprenditore privato di investire in “attrezzature di interesse collettivo” (cliniche e impianti ludico-culturali-sportivi privati), utilizzando anche le aree agricole a fini edilizi e non c’è alcun aggiornamento  degli “Atti di programmazione” (previsti dall’art.25) , che disciplinano gli “interventi di riqualificazione e di nuova edificazione … da realizzare nell’arco di tre anni”, “… la determinazione delle opere di urbanizzazione da realizzare o recuperare … la quantificazione degli oneri finanziari …“  e l’indicazione de “le fonti di finanziamento”, l'elenco delle contestazioni mosse dal consigliere di minoranza.

"Questi ultimi dieci anni sono stati caratterizzati dalla cementificazione incontrollata di suoli, anche distanti dal centro abitato, che sono rimasti carenti di servizi e reti primarie per indisponibilità di fondi pubblici. Il Comune inoltre è proprietario di 400mila metri quadrati di terreni (aree di compensazione acquisite gratuitamente dai costruttori-lottizzatori), utili a dotare di standard  i rioni cittadini, ma non ha impegnato un euro per “attrezzare” tali aree.
Il Dm 1444/68, invece, obbliga i Comuni a garantire  a tutta la popolazione una dotazione minima di standard. Gli standard non vanno solo “immaginati su carta”, ma realizzati", ha concluso Lambiase.