Il tribunale civile di Napoli, con un’ordinanza cautelare d’urgenza emessa il 28 gennaio 2025, ha accolto il ricorso presentato da tre residenti del centro storico di Napoli, associati al comitato vivibilità cittadina, e da un condominio che ha sostenuto le loro richieste.
"I ricorrenti sono stati difesi dagli avvocati Rinaldo Sommantico e Diego Miccio, ai quali va il nostro apprezzamento e ringraziamento. L’ordinanza è stata pronunciata contro il comune di Napoli ed otto esercizi commerciali dediti alla somministrazione di alimenti e bevande, accusati di arrecare gravi disturbi alla quiete e alla vivibilità delle abitazioni circostanti.
Questo provvedimento, definito storico - scrive il comitato vivibilità cittadina, presieduto da Gennaro Esposito - impone alle parti resistenti di adottare immediatamente tutte le misure necessarie per ridurre le immissioni acustiche moleste che compromettono la salute e il benessere dei ricorrenti, e - come sottolineato dal comitato vivibilità cittadina - dell’intero vicinato.
La decisione si inserisce in un orientamento giurisprudenziale consolidato, confermato recentemente anche dalla corte di cassazione, e segue la sentenza di merito relativa a Piazza Bellini, emessa pochi giorni fa.
Si tratta di un ulteriore passo avanti nella tutela dei diritti alla salute, all’ambiente salubre ed alla quiete pubblica, per i quali il nostro comitato si batte da tempo.
Il Comitato ribadisce che non è possibile contrapporre presunti diritti, privi di fondamento giuridico – come il cosiddetto "diritto al divertimento" – ai diritti alla salute e alla dignità abitativa, chiaramente sanciti dalla Costituzione italiana. La tutela delle famiglie che vivono in condizioni di grave disagio deve avere priorità rispetto a interessi economici o attività che compromettono i diritti fondamentali dei cittadini.
Spetta ai Comuni - continua Esposito - il compito di amministrare le comunità nel rispetto dei principi costituzionali. Non si possono autorizzare centinaia di attività di somministrazione in spazi inadeguati o concedere occupazioni di suolo pubblico in vicoli stretti, sotto le finestre dei residenti, senza considerare l’impatto sul diritto alla salute, all’ambiente salubre, all’abitazione e alla vivibilità.
È evidente, dunque, la responsabilità degli enti locali, come ribadito chiaramente, per la seconda volta, dal Tribunale di Napoli.
Facciamo appello al comune di Napoli affinché intervenga tempestivamente, non solo per adempiere al provvedimento giudiziario e tutelare i tre ricorrenti, ma anche per risolvere una situazione insostenibile che grava sull’intera comunità residente. La salute e il benessere dei cittadini devono essere messi al primo posto".