Uno studio dell’Università Federico II di Napoli in collaborazione con il Politecnico di Milano, Enea e l'Università di Salerno, pubblicato sulla rivista internazionale Nature Communications, ha valutato l’efficacia dei lockdown regionali, intermittenti e regolati secondo specifici livelli di rischio.
Lo studio consiglia di attivare chiusure locali per controllare la diffusione dell'epidemia e contenerne l'impatto economico.
La ricerca, coordinata dal professore Mario di Bernardo, ordinario di Automatica al dipartimento di ingegneria elettrica e delle tecnologie dell'informazione della Federico II, si basa su un modello matematico a rete nella quale l'Italia è suddivisa in base alla compartizione regionale. Nel lavoro viene mostrato che strategie di lockdown a livello regionale, anche per brevi periodi di tempo, possono essere particolarmente efficaci per evitare, o contenere, nuovi picchi epidemici riducendo gli enormi costi economici di un lockdown nazionale.
La chiusura di una regione si attiverebbe quando il numero di malati di Covid-19, ospedalizzati in terapia intensiva, supera un livello di guardia indicato dal modello e revocato quando esso ritorna sotto la soglia. Lo studio mostra l'efficacia a livello regionale delle misure di lockdown intraprese dal governo nazionale tra marzo e giugno di quest'anno, rivelando l'esistenza di una correlazione tra il tasso di mortalità causati dal virus e i livelli di saturazione dei sistemi sanitari regionali. Il modello e la metodologia sviluppati possono essere facilmente adattati anche ad altri contesti nazionali ed internazionali e a diversi livelli (province, regioni, macro aree o nazioni).