Omicidio Matarazzo, assolto Iorillo: non è il mandante del delitto

Benevento. Rito abbreviato per il 65enne di Frasso. Il pm aveva chiesto l'ergastolo

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L'uomo è il padre della 15enne di cui Matarazzo avrebbe abusato

Benevento.  

Il pm Olimpia Anzalone aveva chiesto l'ergastolo, ma il gup Loredana Camerlengo lo ha assolto per non aver commesso il fatto. E' la sentenza per Lucio Iorillo (avvocati Raimondo Salvione e Renato Jappelli), 65 anni, di Frasso Telesino, accusato di essere il mandante del delitto di Giuseppe Matarazzo, il 45enne pastore, di Frasso Telesino, che la sera del 19 luglio 2018 era stato ucciso a colpi di pistola – i familiari sono assistiti dall'avvocato Antonio Leone- dinanzi alla sua abitazione alla contrada Selva.

Un omicidio contestato con l'aggravante della premeditazione, compiuto meno di un anno prima dell'entrata in vigore della nuova norma che esclude il ricorso al rito che prevede una pena ridotta di un terzo.

Secondo gli inquirenti, Iorillo l'avrebbe organizzato e commissionato per vendicarsi di quell'uomo che poco più di un mese prima di essere ammazzato aveva finito di scontare la condanna a 11 anni e 6 mesi perchè riconosciuto responsabile di abusi sessuali ai danni di sua figlia, la 15enne che il 6 gennaio 2008 si era tolta la vita impiccandosi ad un albero.

Come è ampiamente noto, a maggio 2024 la Cassazione ha annullato, disponendo un ulteriore giudizio di secondo grado – è stato fissato per il 1 luglio- la sentenza con la quale la Corte di assise di appello di Napoli, il 14 marzo 2023, aveva assolto, per non aver commesso il fatto, Giuseppe Massaro (avvocati Angelo Leone e Mario Palmieri), 59 anni, di Sant'Agata dei Goti, e Generoso Nasta (avvocati Orlando Sgambati ed Angelo Raucci), 34 anni, di San Felice a Cancello, che la Corte di assise di Benevento il 6 ottobre 2021 aveva condannato all'ergastolo.

In base alla ricostruzione del pm Francesco Sansobrino e dei carabinieri, Massaro è accusato di aver fornito la 357 Magnum, detenuta legalmente, che avrebbe fatto fuoco – l'arma era stata ritrovata dopo un mese dai carabinieri nella cassaforte di casa - e la Croma che avrebbe guidato Nasta. Iorillo avrebbe ideato il delitto, al quale, secondo la Procura, avrebbe pensato per lungo tempo, adoperandosi alla ricerca di coloro che avrebbero dovuto far fuori Matarazzo anche nel carcere nel quale era detenuto.

Avrebbe pagato la somma di 20mila euro, in parte versata, a Massaro e Nasta, e si sarebbe creato un alibi per allontanare da sé ogni sospetto: in particolare, con l'incontro con terze persone il pomeriggio e la sera del 19 luglio 2018.