Campania faccia come Puglia, dove le scuole servono anche a vaccinare i bimbi

Intervento dell'avvocato Gino De Pietro

campania faccia come puglia dove le scuole servono anche a vaccinare i bimbi
Benevento.  

Riceviamo e pubblichiamo un intervento dell'avvocato Gino De Pietro

"In Italia si è avviata la vaccinazione dei minori dai 5 agli 11 anni, precedentemente esclusi dalla vaccinazione.

Negli Stati Uniti già alcuni milioni di bambini e ragazzi di questa fascia d’età sono stati vaccinati con successo e senza alcun episodio di effetti collaterali indesiderati degno di rilievo.

Gli esperti della materia – virologi, microbiologi, fisiologi, pediatri – sono “concordes in unum” sull’efficacia positiva del vaccino e sull’inesistenza di rischi derivanti dallo stesso. Le agenzie regolatrici, americana, europea ed italiana, hanno approvato la campagna vaccinale e premono affinchè si vaccini la più alta quota di minori di tale fascia d’età, nella quale sono saliti notevolmente i contagi, onde debellare la diffusione del virus e proteggere questi innocenti da inutili rischi di malattia e di esiti anche gravi e, in alcuni casi, letali.

Nonostante ciò, i soliti “virologi di complemento” – Salvini, Sgarbi, Cacciari e altre poche unità di autonominatisi esperti – stanno ricominciando il controcanto, cercando di confondere le acque effettuando una illogica quanto irresponsabile e grave commistione tra vaccinazione dei bambini e stato liberticida. Non riescono a rendersi conto dell’effetto negativo che possono avere sulla campagna vaccinale gli inconsistenti ed ascientifici dubbi che essi vanno seminando negli animi dei genitori, ovviamente sensibili trattandosi dei piccoli figli. Chi sparge notizie false e tendenziose non è mai una persona affidabile ed è sempre corresponsabile dei disastri che derivano da tali propalazioni indebite.

In Puglia, le scuole sono restate aperte anche di pomeriggio per offrire ai vaccinandi non solo, come è doveroso, le lezioni scolastiche previste dalla legge, ma anche un ambiente familiare e affidabile per essere vaccinati. L’esperimento ha avuto un enorme successo: la Puglia, nel primo giorno, ha doppiato la virtuosa Emilia-Romagna nel numero di vaccinazioni giornaliere in questa fascia d’età.

E’ la prima volta, da quando il Governo è presieduto dal prof. Draghi e il commissario straordinario è il generale Figliuolo, due benemeriti della patria, che una Regione partorisce un’idea migliore del governo centrale sulla questione della lotta al Covid. La Campania, come le altre regioni, farebbe bene ad imitare la confinante regione Puglia al fine di mettere il turbo alle vaccinazioni dei bambini e ragazzi dai 5 agli 11 anni e salvaguardare la loro salute, la loro istruzione e la ripresa economica.

I tre elementi sono, infatti, intimamente legati tra loro: un bambino positivo al covid può, in teoria, infettare la famiglia, la classe e coloro che frequentano i medesimi luoghi abitualmente (campo sportivo, piscina, palestra, scuola di teatro…). Se ciò accade, i genitori non possono lavorare, i fratelli non possono andare a scuola, la classe viene messa in dad, la squadra di basket o calcio non può allenarsi….Non siamo delle monadi, infatti, ma elementi di una ramificata catena di rapporti che si intersecano continuamente, quindi ogni evento che ci riguarda si riflette anche sugli altri, volenti o nolenti. Nella migliore delle ipotesi scattano una teoria di tamponi, con effetti non indifferenti sulle esauste tasche delle famiglie italiane.

Il presidente della regione Campania, nonostante alcune discutibili prese di posizione, ha sempre puntato sulla campagna vaccinale e ha sempre duramente attaccato no vax e no green pass. Noi campani ci attendiamo che segua il buon esempio della Puglia e faccia quel che può per stimolare anche da noi la campagna vaccinale per questa fascia d’età, chiedendo la collaborazione di scuole, palestre e associazioni sportive.

Nel frattempo il sindaco di Benevento, recentemente riconfermato, non pago che la provincia sia scivolata in 86° posizione nella classifica nazionale, minaccia di chiudere anticipatamente le scuole. Vuole forse impadronirsi dell’ultimo posto nella classifica, in modo da avere il primato quantomeno al contrario? O ha programmi ignoti per una ripresa originata dalla crassa ignoranza?!

Il sindaco di Benevento, che non può scaricare su altri la responsabilità del pesante declassamento subito dalle statistiche nazionali, farebbe bene a mettersi a lavoro per individuare le linee d’azione per stimolare una ripresa che sia economica ma anche culturale e sociale, invece di minacciare o programmare ulteriori chiusure scolastiche che sarebbero deleterie in una provincia che ha perso un numero tra i più alti di giorni di scuola.

In macroeconomia si spiega che la ripresa di breve periodo dipende da politiche di stimolo della domanda, la crescita di medio periodo da investimenti in capitale e lo sviluppo di lungo periodo dall’avanzamento tecnologico. Un territorio che condanna i suoi abitanti all’ignoranza, li condanna anche alla povertà e all’arretratezza economica.

Benevento ha già subito pesanti chiusure scolastiche in gran parte non giustificate, il sindaco eviti di disporne altre, perché stavolta, viste anche le pronunzie del TAR Campania, potrebbe essere chiamato a risponderne anche per i danni causati.

Non si dica che lo si fa per prevenire i contagi: questi bambini, invece di andare a scuola con la mascherina, distanziati e in un ambiente sorvegliato, andrebbero ad affollare centri commerciali, negozi e strade, con certo minori controlli, forse senza mascherine e certamente non distanziati.

La scuola altrove non si chiude neanche in zona rossa, da noi, secondo il mastellopensiero, si dovrebbero chiudere in zona bianca, questo la dice lunga sulle priorità dell’uomo!".