Uno degli imputati è stato vaccinato domenica ed ha accusato un problema- (febbre e dolori articolari, nulla di grave) - che non gli ha comunque consentito di essere in aula. Un impedimento ritenuto legittimo dal Tribunale, che spiega il rinvio al 15 giugno del processo a carico di un 61enne ed un 50enne, residenti in due centri del Fortore, accusati, in concorso, di aver violentato il figlio del primo.
Si tratta di una storia finita al centro di una indagine dei carabinieri, ai quali si era rivolta la presunta vittima, raccontando quanto sarebbe accaduto nel 2011. Aveva 21 anni, ai militari aveva riferito di essere stato bloccato dal padre, mentre era in casa. Il genitore gli avrebbe tenuto le braccia, l'altro – un amico del giovane – avrebbe abusato di lui. Una storia che si fa fatica a raccontare, costata la richiesta di rinvio a giudizio dei due uomini.
A fissare l'inizio del dibattimento era stato il gup Gelsomina Palmieri, che non aveva accolto le conclusioni della difesa, rappresentata dall'avvocato Nicola Colicchio, tutte centrate sulla non credibilità della parte offesa, delle circostanze che aveva descritto.
Il legale aveva proposto il non luogo a procedere per i suoi assistiti, ma il giudice era stato di parere opposto, incrociando le argomentazioni della Procura. Prima udienza nel 2018, poi il cambio del collegio giudicante per l'astensione di uno dei componenti, ed un processo che si avvia alla discussione ed alla sentenza.