Volontari in piazza, un weekend all'insegna della prevenzione

Ecco Ariano Irpino

Da sottolineare il grande impegno di Claudia Campobasso, nominata recentemente dirigente responsabile della Protezione Civile della Regione Campania e ad interim anche del Genio Civile di Avellino e Ariano Irpino...

Ariano Irpino.  

 

di Gianni Vigoroso

Volontari dell'associazione Vita in Piazza Plebiscito per la campagna nazionale "Io non rischio". Anpas e Protezione Civile in prima linea. Informazioni ai cittadini al fine di rafforzare la pevenzione sul territorio, per essere sempre pronti e preparati. "Tutti insieme per la diffusione delle buone pratiche di Protezione Civile".

Da sottolineare il grande impegno di Claudia Campobasso, persona poliedrica, preparata e dinamica, nominata recentemente dirigente responsabile della Protezione Civile della Regione Campania e ad interim anche del Genio Civile di Avellino e Ariano Irpino, per la sua grande professionalità, esperienza e preparazione maturata sul campo.

"La Campania prima in classifica per le piazze Io non rischio appena conclusasi. Un ringraziamento a tutte le associazioni che hanno partecipato con entusiasmo all'iniziativa e continuano a credere insieme a noi nella necessità di divulgare la cultura di protezione civile."

Accanto al gazebo anche documenti e foto riferiti ai vari terremoti che hanno interessato l'Irpinia. Accanto al gruppo arianese,il  rappresentante delle associazioni di volontariato, componente del direttivo, esponente Anpas regionale Giuseppe Vitullo.

Si tratta come già ribadito nei giorni scorsi di una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. Ma ancora prima di questo, Io non rischio è un proposito, un’esortazione che va presa alla lettera.

L’Italia è un paese esposto a molti rischi naturali, e questo è un fatto. Ma è altrettanto vero che l’esposizione individuale a questi rischi può essere sensibilmente ridotta attraverso la conoscenza del problema, la consapevolezza delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni semplici accorgimenti. E attraverso conoscenza, consapevolezza e buone pratiche poter dire, appunto: “io non rischio”.

Io non rischio è anche lo slogan della campagna, il cappello sotto il quale ogni rischio viene illustrato e raccontato ai cittadini insieme alle buone pratiche per minimizzarne l’impatto su persone e cose. E in questo caso il termine slogan, che in gaelico significa “grido di battaglia”, è particolarmente appropriato: è la pacifica battaglia che ciascuno è chiamato a condurre per la diffusione di una consapevolezza che può contribuire a farci stare più sicuri.

Il sistema più efficace per difendersi da un rischio è conoscerlo. Questo tipo di conoscenza, per essere realmente utile, di solito comporta un livello di approfondimento che difficilmente può essere comunicato con un semplice spot radiofonico o televisivo.

L’ideale, per un cittadino, sarebbe poter parlare con qualcuno capace di raccontargli tutto quello che occorre sapere sul terremoto, sul maremoto o su qualsiasi altro rischio, magari incontrandolo direttamente nella sua città, in piazza, un sabato o una domenica mattina. Ed è qui che si è accesa la lampadina: i volontari di protezione civile!

Le associazioni di volontariato di protezione civile sono presenti in tutta Italia. I volontari vivono e operano sul proprio territorio, lo conoscono e a loro volta sono conosciuti dalle istituzioni locali e dai cittadini. Chi meglio di loro per fare informazione sui rischi che su quel territorio insistono?

Da questi presupposti è nata l’idea originaria di Io non rischio. Formare i volontari di protezione civile sulla conoscenza e la comunicazione del rischio per poi farli andare in piazza, nella loro città, a incontrare i cittadini e informarli. Un’idea concepita e proposta da Anpas e subito sposata dal Dipartimento della Protezione Civile, dall’Ingv e da ReLuis, e poi progressivamente allargata ad altre associazioni di protezione civile. Perché se è vero che le idee camminano con le gambe delle persone, per un’idea come questa di gambe ce ne vogliono davvero tante.

E l'irpina, terra in cui è nata la Protezione Civile, sotto quel disastroso sisma del 1980, negli anni ne ha formato di volontari e angeli del soccorso pronti ad intervenire in ogni emergenza.